IPFN #44 – Mai ‘na gioia

IPFN SmallAncora una volta, la stagione dei Packers finisce dopo una partita stranissima, rocambolesca, e che ha avuto bisogno dell’overtime per decretare il vincitore. Nonostante le due magie incredibili nel drive finale, la prova dell’attacco, e di Aaron Rodgers, è stata opaca ed intermittente, mentre la difesa, pressochè perfetta per tutti i tempi regolamentari, è implosa nella prima azione dell’OT. Insomma, come da titolo, #mainagioia. Parleremo della partita, ma inizieremo anche a guardare avanti, alla stagione che verrà.


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IPFN #43 – Una rondine non fa primavera (con Giovanni Marino e Giovanni Bartocci)

IPFN SmallLa vittoria di Washington, arrivata dopo un primo quarto terribile, ci ha fatto a tratti rivedere la squadra che aveva iniziato la stagione 6-0. Sabato contro i Cardinals, nel deserto dell’Arizona, servirà una partita completa però, e servirà il miglior Aaron, contro una delle migliori squadre della NFL. Assieme a noi nel corso della puntata Giovanni Marino de La Repubblica, ed il Packer fan italiano più famoso al mondo, Giovanni Bartocci, che domenica scorsa era al FedEx Field a sostenere i nostri Packers.


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Packers History: i fullback

Quello del fullback, nelle filosofie e conseguentemente gli schemi di gioco odierni, è un ruolo che sta scomparendo. Questo è dovuto soprattutto al sopravvento dell’attacco per vie aerea a scapito del “ground game” (quest’anno ci sono stati solamente 3 RB’s che hanno superato la soglia delle 1100 yards su corsa). Eppure, nella storia del Football, e soprattutto in quella dei Packers, il fullback ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo fondamentale.

UN PO’ DI STORIA

Il fullback ha rappresentato un giocatore fondamentale per i Packers sin dagli inizi. Infatti, il nostro fondatore, nonche’ allenatore-giocatore Earl “Curly” Lambeau, influenzato dagli schemi di Knute Rockne a Notre Dame, applico’ la cosiddetta “Notre Dame Box” formation, che era una variante della single-wing formation (da essa differiva perche’ l’HB era portato a stare piu’ vicino al QB, mentre nella single wing il HB era chiamato appunto Wing Back perche’ si allineava parallelamente all’end, cioe’ il WR in termini moderni, ma nel backfield). In questa formation, il FB giocava un ruolo di fondamentale importanza, come una delle tre opzioni di corsa della Box, insieme all’Half-Back e al Tailback (TB), che in questa formation si allineava direttamente dietro al center, mentre il qb di solito si allineava subito dietro alla RG. La ND Box poteva essere molto efficace, e traeva la sua forza da schemi molto complicati, backfield motions e deception (cioe’ fake handoffs) e consisteva soprattutto in giocate di corsa, anche se la palla poteva a volte essere “snappata” al QB invece che al TB, permettendo così anche le giocate aeree. Con questa “base offense” Lambeau portò i Packers alla conquista di ben tre campionati NFL consecutivi, dal 1929 al 1931 (un threepeat che solo i Packers sono riusciti a fare, per ben due volte, nella storia NFL).

Anche Lombardi faceva grande uso del FB, sia per correre che per bloccare. Un esempio e’ la sua famosa “Power Sweep”, che lui stesso definiva la sua “bread and butter play”. In questa giocata, come spiegava egregiamente lo stesso Lombardi, il FB, insieme alle due guardie, aveva un ruolo fondamentale per la riuscita della giocata stessa, in quanto era un lead blocker e contribuiva a creare i buchi per l’HB. L’importanza del FB verra’ evidenziata dagli stratosferici numeri di Jim Taylor (vedere sotto) Al giorno d’oggi i Packers rimangono una delle poche squadre a far uso del fullback, sia per compiti di blocco che per corse e ricezioni (ancora piu’ raro nell’NFL odierna).


CHI SONO

 

JAMES CHARLES TAYLOR, detto Jim. E’ senza ombra di dubbio il miglior fullback della storia dei Packers, e uno dei piu’ grandi nella storia della NFL. Jim possiede ancora oggi diversi record di squadra. E’ il giocatore che piu’ volte ha avuto il maggior numero di 1rushing attempts di tutta la Lega (due volte, nel ’60 e nel ’62, a sottolineare l’importanza del fullback negli schemi lombardiani); il maggior numero di stagioni consecutive di un packer con il maggior numero di in rushing attempts (dal 1960 al 1966); l’unico Packer, insieme ad Ahman Green, ad aver vinto il rushing title della NFL (1962); quello con piu’ stagioni consecutive di 1000 o piu’ yards rushing nella storia green and gold (dal 1960 al 1964); più rushing TDs nella storia dei Packers (81); detiene inoltre il record di rushing TDs in una singola stagione (19, 1962); il record in concomitanza per il maggior numero di rushing TDs in una singola partita (4); piu’ yards da scrimmage non essendo un WR (9712, quarto nella categoria). Taylor appare sempre tra i primi nelle più importanti graduatorie di rushing e receving records dei Packers, una cosa inaudita per un fullback.

2WILLIAM HENDERSON. Decisamente un fullback più “moderno”, meno appariscente di Taylor, nonostante tutto Henderson nelle sue 12 stagioni ai Packers (unica squadra per la quale ha militato, e questo ha fatto di lui un idolo per i tifosi), si e’ritagliato un posto importante tra i fullback verdeoro. Pezzo importante della West-Coast Offense di Holmgren, non vanta grandi numeri, ma era molto affidabile, al punto che venne soprannominato “Old Mr. Reliable” ed e’ stato di fondamentale importanza per le grandi stagioni rushing di Dorsey Levens ed Ahman Green. Inoltre, cosa poco nota, William e’ il 10mo all-time in ricezioni in carriera, con 320, primo tra i running backs nella storia dei Pack.

JOHN KUHN. Anche lui, come Henderson, e’ ormai diventato un idolo dei tifosi. Il prodotto di Shippensburg University, e’ uno dei pochi nel roster dei Packers a non aver giocato solo per la squadra del Wisconsin. Infatti e’ stato prelevato dagli Steelers nel 32005 da undrafted free agent, coi quali ha vinto un Super Bowl, nel 2006. Arriva a Green Bay nel 2007, dopo essere stato rilasciato da Pittsburgh, a succedere proprio William Henderson, ritiratosi nel 2006. Comincia la sua ascesa nel 2010, stagione della vittoria al Super Bowl, vinto contro la sua ex squadra, gli Steelers. Quell’anno John registra la sua stagione piu’ produttiva, con 84 portate per 281 yards e 4 TDs; 15 ricezioni per 97 yards e altri 2 TDs. Proprio in quella stagione, dopo aver siglato 3 TDs contro i Giants nella vittoria 45-17, i tifosi cominciarono a gridare “Kuuuuhn” ogni volta che John toccava palla. Tra le altre si ricorda un suo blocco fondamentale nella partita per il titolo divisionale contro i Bears nel 2013, evitando un sack sicuro da parte di Peppers che era penetrato nel backfield sulla blind-side di Rodgers, e consentendo a a quest’ultimo di conseguentemente uscire dalla tasca e trovare un liberissimo Randall Cobb per il touchdown della vittoria. E’ stato inoltre scelto al Pro Bowl del 2012. E’ uno dei pochi superstiti fullback in questa NFL dove sono in via d’estinzione.

 

A quanto pare i Packers continueranno anche in futuro ad utilizzare il fullback, parte fondamentale del Packer Football. Perche’ e’ cosi’ che deve essere, e’ cosi’ che ci hanno insegnato nonno Curly e papa’ Vince. It’s part of Packer tradition.

Long live the Fullback and smashmouth football in Wisconsin. We are the Packers. Who the fuck are they?


Fernando Eloy Nardini

 

 

 

Packers: Aaron è il problema, Aaron è la soluzione (IPFN Ep. 42)

IPFN SmallPer la prima volta dal 2010, non siamo i campioni della NFC North. Usciti sconfitti dalla sfida casalinga contro i Vikings neocampioni divisionali, i Packers affronteranno la post-season con il Seed #5 ed andranno a Washington ad affrontare i Redskins in una sfida decisamente complicata. Come da mesi a questa parte, il problema fondamentale della squadra è un attacco totalmente disfunzionale guidato da un QB obiettivamente in crisi. Noi diremo la nostra su questa situazione e sulla stagione di Aaron Rodgers, togliendoci anche qualche sassolino. In più presenteremo i nostri avversari della Wild Card e daremo i nostri pronostici per domenica.


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