Lo strano caso dei Packers 2015, e i dolori del giovane Aaron

dssIl record della versione 2015 dei Green Bay Packers dice 10-4, con tanto di 5-2 in trasferta. E i playoff sono raggiunti, con tre partite di anticipo e per il settimo anno consecutivo. Eppure….

…eppure, nonostante questi siano numeri invidiabili per almeno due terzi delle franchigie della Lega, l’aria che si respira al 1265 di Lombardi Avenue non è delle migliori, mentre si arriva nel momento-clou di una stagione iniziata parlando, sin dei primi OTAs, di SUPERBOWL or BUST.

Fare una analisi sulla stagione dei Packers ad un passo dall’inizio della postseason è quanto di più strano e complicato possa esserci.

Si parla pur sempre di una franchigia con Aaron Rodgers in cabina di regia, e considerando che i numeri dicono che difesa e special team sono migliorati rispetto agli ultimi due anni, ci si dovrebbe cominciare ad interessare ai biglietti per Santa Clara.

Invece, dall’infortunio di Jordy Nelson in poi, l’involuzione dell’attacco è a dir poco inspiegabile. Nel corso di questi mesi si è letto tanto su quali siano le cause di questa involuzione, e possiamo riassumerle in infortuni (praticamente tutta la OL, Jordy, le caviglie di Davante Adams, di Eddy Lacy e di Ty Montgomery, le spalle di Randall Cobb e del 12), errori di esecuzione (TANTI errori di esecuzione), drop (TANTI drop) e, infine, la mancanza di profondità e talento nel reparto di TE e WR.

635856290907653715-GPG-KB-DALvsGB02Eppure nonostante tutto questo, ad oggi, il problema più grosso sembra essere l’umore di Rodgers, il faro della franchigia, il miglior giocatore della NFL e quello più pagato. Da un paio di settimane, infatti, cioè da quando il play calling è tornato nelle mani di Mike McCarthy, sembra che il fidanzato di Olivia Munn abbia perso il sorriso. Di sicuro, sino a che il play calling era di competenza del suo “amichetto” Tom Clements, le dichiarazioni dell’MVP in carica erano a difesa dei giochi chiamati e veniva incolpata apertamente l’execution, mentre adesso si critica più o meno velatamente il play calling stesso. La ragione non è chiaramente comprensibile, in quanto a sensazione dello scrivente nelle ultime due partite le prestazioni di Rodgers sono sensibilmente migliorate, e lo stesso attacco dà l’impressione di essere più fluido. Allora viene da pensare che i rapporti tra il QB e l’head coach, già sotto pressione dopo il Championship dello scorso anno, non siano dei migliori anche e soprattutto perché il ritorno di Mike significa una minor libertà sulla linea di scrimmage per il 12, libertà che in precedenza era di fatto assoluta.

635862441390502634-GPG-ES-Packers-vs-Raiders-12.20.1500475Per finire la stagione ci aspetta una trasferta a Glendale contro i Cardinals, dove una vittoria potrebbe tener vive le speranze di conquistare il seed numero 2, e l’ultima casalinga contro le Vichinghe, contro le quali ci si giocherà con tutta probabilità la vittoria della Division. Poi saranno i playoff, in sostanza un altro campionato nel quale tutto quanto successo in precedenza ha una valenza solamente per il fattore campo. Una apparizione a Santa Clara passa con ogni probabilità da due vittorie contro due tra Seattle, Carolina e Arizona, le squadre più in forma del momento, e se non mi sento di escludere che si possa andare All The Way, non posso non dire che la paura del One and Done è forte.

Le speranze si fondano sulla consistenza della nostra difesa, che sebbene non sia una shutdown defense ha dimostrato di poter tenere in partita la squadra dando sempre all’attacco la possibilità di portare a casa la W. In più, personalmente, spero che l’attacco riesca a trovare finalmente una quadratura, visto che un reparto con Rodgers non può essere così balordo come lo è stato per buona parte dell’anno.

Le paure invece sono dettate dai momenti di amnesia che il reparto di Capers continua ad avere in ogni partita, dalla mancanza di una precisa identità di un attacco che non ha mai giocato quattro quarti decenti consecutivamente, e dai tanti errori individuali che sono costati fino ad oggi una marea di punti.

Concludo con un GO PACK GO sempre e comunque e un Merry Xmas!!!

Matteo Rubinato

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