Packers History: i fullback

Quello del fullback, nelle filosofie e conseguentemente gli schemi di gioco odierni, è un ruolo che sta scomparendo. Questo è dovuto soprattutto al sopravvento dell’attacco per vie aerea a scapito del “ground game” (quest’anno ci sono stati solamente 3 RB’s che hanno superato la soglia delle 1100 yards su corsa). Eppure, nella storia del Football, e soprattutto in quella dei Packers, il fullback ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo fondamentale.

UN PO’ DI STORIA

Il fullback ha rappresentato un giocatore fondamentale per i Packers sin dagli inizi. Infatti, il nostro fondatore, nonche’ allenatore-giocatore Earl “Curly” Lambeau, influenzato dagli schemi di Knute Rockne a Notre Dame, applico’ la cosiddetta “Notre Dame Box” formation, che era una variante della single-wing formation (da essa differiva perche’ l’HB era portato a stare piu’ vicino al QB, mentre nella single wing il HB era chiamato appunto Wing Back perche’ si allineava parallelamente all’end, cioe’ il WR in termini moderni, ma nel backfield). In questa formation, il FB giocava un ruolo di fondamentale importanza, come una delle tre opzioni di corsa della Box, insieme all’Half-Back e al Tailback (TB), che in questa formation si allineava direttamente dietro al center, mentre il qb di solito si allineava subito dietro alla RG. La ND Box poteva essere molto efficace, e traeva la sua forza da schemi molto complicati, backfield motions e deception (cioe’ fake handoffs) e consisteva soprattutto in giocate di corsa, anche se la palla poteva a volte essere “snappata” al QB invece che al TB, permettendo così anche le giocate aeree. Con questa “base offense” Lambeau portò i Packers alla conquista di ben tre campionati NFL consecutivi, dal 1929 al 1931 (un threepeat che solo i Packers sono riusciti a fare, per ben due volte, nella storia NFL).

Anche Lombardi faceva grande uso del FB, sia per correre che per bloccare. Un esempio e’ la sua famosa “Power Sweep”, che lui stesso definiva la sua “bread and butter play”. In questa giocata, come spiegava egregiamente lo stesso Lombardi, il FB, insieme alle due guardie, aveva un ruolo fondamentale per la riuscita della giocata stessa, in quanto era un lead blocker e contribuiva a creare i buchi per l’HB. L’importanza del FB verra’ evidenziata dagli stratosferici numeri di Jim Taylor (vedere sotto) Al giorno d’oggi i Packers rimangono una delle poche squadre a far uso del fullback, sia per compiti di blocco che per corse e ricezioni (ancora piu’ raro nell’NFL odierna).


CHI SONO

 

JAMES CHARLES TAYLOR, detto Jim. E’ senza ombra di dubbio il miglior fullback della storia dei Packers, e uno dei piu’ grandi nella storia della NFL. Jim possiede ancora oggi diversi record di squadra. E’ il giocatore che piu’ volte ha avuto il maggior numero di 1rushing attempts di tutta la Lega (due volte, nel ’60 e nel ’62, a sottolineare l’importanza del fullback negli schemi lombardiani); il maggior numero di stagioni consecutive di un packer con il maggior numero di in rushing attempts (dal 1960 al 1966); l’unico Packer, insieme ad Ahman Green, ad aver vinto il rushing title della NFL (1962); quello con piu’ stagioni consecutive di 1000 o piu’ yards rushing nella storia green and gold (dal 1960 al 1964); più rushing TDs nella storia dei Packers (81); detiene inoltre il record di rushing TDs in una singola stagione (19, 1962); il record in concomitanza per il maggior numero di rushing TDs in una singola partita (4); piu’ yards da scrimmage non essendo un WR (9712, quarto nella categoria). Taylor appare sempre tra i primi nelle più importanti graduatorie di rushing e receving records dei Packers, una cosa inaudita per un fullback.

2WILLIAM HENDERSON. Decisamente un fullback più “moderno”, meno appariscente di Taylor, nonostante tutto Henderson nelle sue 12 stagioni ai Packers (unica squadra per la quale ha militato, e questo ha fatto di lui un idolo per i tifosi), si e’ritagliato un posto importante tra i fullback verdeoro. Pezzo importante della West-Coast Offense di Holmgren, non vanta grandi numeri, ma era molto affidabile, al punto che venne soprannominato “Old Mr. Reliable” ed e’ stato di fondamentale importanza per le grandi stagioni rushing di Dorsey Levens ed Ahman Green. Inoltre, cosa poco nota, William e’ il 10mo all-time in ricezioni in carriera, con 320, primo tra i running backs nella storia dei Pack.

JOHN KUHN. Anche lui, come Henderson, e’ ormai diventato un idolo dei tifosi. Il prodotto di Shippensburg University, e’ uno dei pochi nel roster dei Packers a non aver giocato solo per la squadra del Wisconsin. Infatti e’ stato prelevato dagli Steelers nel 32005 da undrafted free agent, coi quali ha vinto un Super Bowl, nel 2006. Arriva a Green Bay nel 2007, dopo essere stato rilasciato da Pittsburgh, a succedere proprio William Henderson, ritiratosi nel 2006. Comincia la sua ascesa nel 2010, stagione della vittoria al Super Bowl, vinto contro la sua ex squadra, gli Steelers. Quell’anno John registra la sua stagione piu’ produttiva, con 84 portate per 281 yards e 4 TDs; 15 ricezioni per 97 yards e altri 2 TDs. Proprio in quella stagione, dopo aver siglato 3 TDs contro i Giants nella vittoria 45-17, i tifosi cominciarono a gridare “Kuuuuhn” ogni volta che John toccava palla. Tra le altre si ricorda un suo blocco fondamentale nella partita per il titolo divisionale contro i Bears nel 2013, evitando un sack sicuro da parte di Peppers che era penetrato nel backfield sulla blind-side di Rodgers, e consentendo a a quest’ultimo di conseguentemente uscire dalla tasca e trovare un liberissimo Randall Cobb per il touchdown della vittoria. E’ stato inoltre scelto al Pro Bowl del 2012. E’ uno dei pochi superstiti fullback in questa NFL dove sono in via d’estinzione.

 

A quanto pare i Packers continueranno anche in futuro ad utilizzare il fullback, parte fondamentale del Packer Football. Perche’ e’ cosi’ che deve essere, e’ cosi’ che ci hanno insegnato nonno Curly e papa’ Vince. It’s part of Packer tradition.

Long live the Fullback and smashmouth football in Wisconsin. We are the Packers. Who the fuck are they?


Fernando Eloy Nardini

 

 

 

Piacere, IPFN

IPFN SmallDevo ancora realizzare se mi è stato imposto o mi sono preso l’onere di scrivere quattro righe per la presentazione di questo blog che entra all’interno della meravigliosa famiglia di PlayIT.

Io sono Matteo Rubinato e faccio parte dell’universo PlayIT ormai dal 2006. Nel corso di questi anni sono tantissimi gli utenti che sono diventati amici e per non cadere nella più bassa retorica mi limito a ringraziare Max Giordan che ha creato questa piattaforma, ormai unanimemente riconosciuta con il miglior portale italiano dedicato agli sport americani.

Sperando di non averVi già annoiato, la penna migliore è quella del mio compagno/collega/amico/fratello Salvatore Ioppolo, e ve ne accorgerete al primo pezzo che lui pubblicherà, ma non posso non sorridere al pensiero di come quest’avventura sia nata.

All’incirca nel 2009, con un altro amico green and gold, ho aperto la pagina facebook  dedicata ai tifosi italiani dei Green Bay Packers (GREEN BAY PACKERS FANS ITALY). Nel corso degli anni il numero dei partecipanti è aumentato esponenzialmente (più di 500 membri) ed è diventato un punto di ritrovo dove condividere gioie e dolori Green & Gold. È proprio all’indomani della delusione più grossa della lunga storia della NFL, lo scorso NFC Championship (non serve che aggiunga altro…) che ho parlato al telefono con Salvatore per la prima volta. Alla prima chiamata ne è seguita una seconda e una terza e durante le lunghe conversazioni mi ha introdotto al mondo dei podcast che per me era sconosciuto (come molte altre cose aggiungo). Da qui è nato l’amore per Jason Wilde (probabilmente il beat writer più conosciuto tra quelli dell’orbita Green Bay) e nel corso dell’ennesima telefonata consolatoria post-Championship è nata l’idea di creare un podcast italiano dedicato alla franchigia NFL del Wisconsin.

La prima puntata (pubblicata quasi per scherzo) risale allo scorso 4 aprile e, tra alti e bassi, ormai siamo arrivati a 39. Ci pregiamo peraltro di aver avuto come ospiti persone autorevoli sia americane (Brian Carriveau, lead writer di 247Packers su 247Sports, Weston Hodkiewicz, giornalista della Green Bay Press Gazette, Aaron Nagler, cofondatore di cheeseheadtv, Bill Johnson, giornalista di ESPN Wisconsin, John Rehor, blogger di Packerstalk) che italiane (Giovanni Bartocci, il tifoso italiano famoso dopo il SB XLV, Roberto Gotta, giornalista di FoxSport, Giorgio Tavecchio, Enrico Mambelli, presidente della IFL).

Con l’ingresso in PlayIT ci proponiamo di creare una pagina dove approfondire le vicende e le tematiche che arrivano dal 1265 di Lombardi Avenue sperando che la nostra malattia venga ben sopportata.

GO PACK GO!